La Rosa nel Pugno ha sottoscritto il programma elettorale dell’UNIONE, ma solo dopo aver chiesto ed ottenuto assicurazioni scritte su alcuni punti qualificanti (vedi sotto), che i rappresentanti della nuova formazione politica lIberal-socialista giudicano irrinunciabili.
Prima di sottoscrivere il programma elettorale dell’UNIONE, i rappresentanti della Rosa nel Pugno hanno chiesto e ottenuto da Romano Prodi la stesura di un documento pubblico nel quale si attesta esplicitamente che i socialisti ed i radicali non hanno partecipato, se non in forma marginale, alla stesura del programma stesso, che si configura pertanto come un compromesso fra DS, Margherita ed i partiti della sinistra comunista. Nel documento pubblico - che rappresenta a tutti gli effetti un allegato del programma - vengono inoltre sottolineate le caratteristiche storiche della Rosa nel Pugno, e il suo diritto di portare avanti in Parlamento e nel paese le battaglie politiche su alcuni temi irrinunciabili quali: la difesa della laicità dello Stato; la difesa della scuola pubblica; l’aumento dei fondi per la ricerca scientifica; la riforma degli ordini professionali; l’anticipo a cinque anni dell’obbligo scolastico; l’ampliamento della sfera dei diritti civili e delle libertà personali; la riforma delle leggi sul lavoro in tema di flessibilità e precariato; la separazione delle carriere fra giudice terzo e pubblica accusa e definizione della responsabilità civile dei magistrati.
LAICITA’ DELLO STATO: in uno Stato laico non ci sono dottrine da imporre ma libertà da difendere. I rapporti fra potere civile e le varie realtà religiose si riassumono nella formula: “libera Chiesa in libero Stato”.
SCUOLA PUBBLICA: rilanciare e qualificare la scuola pubblica come scuola di tutti significa finanziarla con tutti i fondi disponibili. Libertà per la scuola privata ma senza oneri per lo Stato.
RICERCA E INNOVAZIONE: libertà di ricerca senza ostacoli burocratici e senza pregiudizi di ordine religioso. Finanziare la ricerca e l’innovazione anche con quella parte dell’ 8 per mille non espressamente destinata dai contribuenti, pari a circa 541 miliardi di euro all’anno (rif. bilancio 2004).





